Un ufficio acquisti che deve comprare protezioni di bordo si trova quasi sempre davanti allo stesso problema.
Le schede tecniche dei fornitori sembrano tutte uguali, i prezzi al metro lineare oscillano in modo difficile da spiegare e la richiesta arriva dal cantiere con due giorni di preavviso.
Poi il coordinatore per la sicurezza chiede la documentazione e ci si accorge che il prodotto acquistato non copre la situazione reale della copertura.
Succede spesso. Noi partiamo dal quadro normativo, perché è lì che si decide quasi tutto il resto della scelta.
Cosa chiede la legge prima ancora del capitolato
L’articolo 126 del D.Lgs. 81/08 è breve e diretto: impalcati, ponti di servizio, passerelle e andatoie posti a più di due metri di altezza devono avere su tutti i lati verso il vuoto un robusto parapetto in buono stato di conservazione.
Il testo unico non entra nel dettaglio delle prestazioni meccaniche. Le fissa la norma tecnica.
La UNI EN 13374 divide i parapetti provvisori in tre classi, ed è la distinzione che serve conoscere prima di chiedere un preventivo.
La classe A trattiene una persona che cammina o che cade contro la protezione e si usa su superfici con inclinazione fino a 10 gradi.
La classe B aggiunge la capacità di fermare chi scivola su una superficie inclinata e arriva a 30 gradi, con un impiego ammesso fino a 60 gradi quando l’altezza di caduta non supera i due metri.
La classe C serve alle coperture molto inclinate, fino a 45 gradi, e fino a 60 gradi con altezza di caduta entro i cinque metri.
Cambia anche la geometria. Il corrente principale deve stare ad almeno 100 centimetri dal piano di lavoro in tutti i casi, il fermapiede ad almeno 15 centimetri, mentre lo spazio libero fra gli elementi scende progressivamente: sotto i 47 centimetri in classe A, sotto i 25 in classe B, sotto i 10 in classe C.
L’inclinazione della protezione rispetto alla verticale non può superare i 15 gradi.
Il quaderno tecnico INAIL dedicato ai parapetti provvisori raccoglie questi requisiti con gli schemi grafici del caso e resta il documento più pratico da mettere in mano a chi compra e a chi monta, ed è scaricabile in versione integrale dal quaderno tecnico INAIL sui parapetti provvisori.
La conseguenza operativa è semplice.
Un parapetto di classe A montato su una falda a 25 gradi non è un acquisto economico, è un acquisto sbagliato. E in caso di verifica ispettiva la classe dichiarata dal fabbricante è la prima cosa che viene chiesta insieme al manuale di montaggio.
I criteri che spostano davvero il prezzo
Il primo criterio è il tipo di copertura. Su un solaio piano in cemento armato le opzioni sono tante e i costi restano contenuti.
Su lamiera grecata o pannello sandwich il discorso cambia, perché il fissaggio deve scaricare su una struttura che non sempre è verificata per quei carichi. Su tetti a falda con manto in tegole o coppi entrano in gioco i sistemi a morsetto sulla gronda, che sono rapidi ma vincolati alla portata del canale e della struttura lignea sottostante.
Il secondo criterio è il metodo di ancoraggio. Ci sono tre famiglie e ognuna ha un costo di gestione diverso da quello di listino. I sistemi a zavorra non forano nulla e sono la scelta obbligata sulle coperture impermeabilizzate con guaina o PVC, dove ogni foro è un potenziale punto di infiltrazione.
Pesano però parecchio, richiedono un mezzo di sollevamento e occupano spazio a magazzino fra un cantiere e l’altro.
Il fissaggio meccanico costa meno in acquisto e occupa meno volume, ma comporta il ripristino della tenuta e a volte una verifica del supporto. I sistemi a morsa su carpenteria metallica stanno nel mezzo e sono i più rapidi da montare, quando la trave c’è.
Il terzo criterio, quello che gli uffici acquisti sottovalutano più spesso, è la riutilizzabilità. Un parapetto provvisorio ha senso economico solo se torna in magazzino intero e ripartibile.
Vi consigliamo di chiedere al fornitore quante volte il modello è riutilizzabile secondo il manuale, quali componenti sono considerati usurabili e con quale criterio si decide di scartare un montante. Un montante deformato da un impatto non si raddrizza.
Qui si inserisce la distinzione che conviene chiarire prima di firmare l’ordine, perché riguarda due mercati diversi che vengono spesso confusi. Il parapetto provvisorio è un’opera provvisionale di cantiere: si monta, protegge la lavorazione, si smonta e viaggia sul cantiere successivo.
Il parapetto permanente resta sull’edificio, diventa parte dell’immobile, viene dimensionato secondo le NTC 2018 e la ISO 14122 e va inserito nel fascicolo dell’opera perché serve a chi in futuro salirà per una manutenzione. Cambia il regime di acquisto, cambia la responsabilità, cambia l’ammortamento.
Un’impresa che lavora su capannoni con manutenzioni ricorrenti a volte scopre che installare protezioni fisse conviene più che noleggiare protezioni provvisorie ogni volta, e la stessa cosa vale per i committenti industriali.
Chi vuole capire come sono fatti i parapetti anticaduta destinati a restare in opera, con i vari sistemi di fissaggio su cemento, su lamiera, in facciata o sopra veletta, trova una panoramica tecnica utile per confrontare le due strade.
Il quarto criterio è il costo per metro lineare, e va costruito bene. Il prezzo del componente da solo dice poco.
Sommate il trasporto, il tempo di montaggio e smontaggio in ore uomo, l’eventuale mezzo di sollevamento, il ripristino della copertura se il fissaggio è passante e la quota di ammortamento sul numero di cantieri previsti. Due sistemi con listini distanti fra loro possono avere un costo reale quasi identico.
Al contrario, un sistema economico che richiede il doppio delle ore di montaggio diventa il più caro dopo tre cantieri.
Noleggio o acquisto
Non c’è una risposta valida per tutti, ma ci sono due domande che restringono il campo in fretta. Quanti metri lineari servono in media all’anno? E quanto è variabile la tipologia di copertura su cui lavorate?
Il noleggio ha senso quando i cantieri sono pochi, molto diversi fra loro o concentrati in periodi brevi. Scarica il magazzino, evita l’immobilizzo e sposta sul noleggiatore la manutenzione e la sostituzione dei pezzi ammalorati.
Ha anche un vantaggio meno evidente: permette di avere sul cantiere il sistema giusto per quella copertura invece del sistema che si possiede già. Il costo, però, diventa lineare e non si ferma mai. Su un’impresa che monta protezioni di bordo tutte le settimane il noleggio continuato supera in fretta il valore d’acquisto.
L’acquisto conviene quando c’è ricorrenza e omogeneità.
Chi fa manutenzioni su capannoni industriali con coperture simili ammortizza il materiale in una stagione o poco più.
Attenzione a due voci che nei conti spariscono sempre: lo spazio a magazzino, che ha un costo anche quando è vostro, e la manutenzione. I parapetti provvisori vanno controllati prima di ogni riutilizzo e la verifica va registrata da qualcuno.
Se in azienda non c’è chi lo fa, il vantaggio economico dell’acquisto si assottiglia.
Esiste una terza via che molte imprese usano senza chiamarla per nome. Comprare il parco base per le situazioni ricorrenti e noleggiare le configurazioni particolari. È la soluzione che di solito regge meglio ai picchi di lavoro.
Come si verifica un fornitore prima di ordinare
Alcuni controlli si fanno in dieci minuti e risparmiano problemi molto più lunghi. Prima di chiudere l’ordine chiedete questi documenti e queste risposte.
- La dichiarazione di conformità alla UNI EN 13374 con l’indicazione esplicita della classe, A, B o C, e il rapporto di prova o il calcolo strutturale che la sostiene.
- Il manuale di montaggio, uso e manutenzione in italiano, con gli schemi delle configurazioni ammesse e le distanze massime fra i montanti.
- Le condizioni di validità della zavorra, se il sistema è autoportante: peso richiesto, pendenza massima della superficie, coefficiente di attrito minimo previsto.
- La disponibilità dei ricambi singoli e i tempi di riassortimento. Un sistema fuori produzione fra due anni diventa inutilizzabile alla prima rottura.
- Il criterio di scarto dei componenti usurati, scritto e non a voce.
- Chi risponde tecnicamente se in cantiere si presenta una situazione non prevista dal manuale, e in quanto tempo.
C’è un ultimo punto che tocca gli uffici acquisti più di quanto sembri.
La classe del parapetto e la configurazione di montaggio vanno concordate con il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione prima dell’ordine, non dopo la consegna in cantiere.
Un materiale arrivato e non utilizzabile è un costo pieno, e nella maggior parte dei casi non è reso.






